MEGLIO TARDI CHE MAI
L’edizione del manifesto di martedì dieci aprile ospita, a pagina diciannove, l’anticipazione dell’editoriale che aprirà il nuovo numero della rivista Italianieuropei (https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista.html), organo dell’omonima fondazione guidata da Massimo D’Alema.
Il lunghissimo scritto – occupa tutta la penultima facciata del “quotidiano comunista” – è dedicato ad una attenta, e persino in larga parte condivisibile, analisi di quanto avvenuto alle ultime elezioni politiche mazionali dal titolo: «Il voto del 4 marzo è il punto di rottura della crisi europea».
Chi scrive non ricorda che l’ex presidente del Consiglio dei ministri “bombarolo” – al suo Governo si deve, nel 1999, la guerra di aggressione alla ex Jugoslavia – abbia mai ammesso di aver sbagliato qualcosa nel suo agire politico: per questo, il papello in questione rappresenta un passaggio fondamentale.
L’ex senatore romano scrive: «Della globalizzazione la sinistra degli anni 90 aveva enfatizzato, in modo sovente acritico, le potenzialità positive, fidando nel processo di integrazione europea come possibile contrappeso “politico” al ruolo crescente dei mercati».
E continua: «Ma se allora fu indubbiamente un errore avere sottovalutato le contraddizioni e il costo sociale del capitalismo finanziario globale, l’illusione di potere rilanciare il centrosinistra dopo la grande crisi del 2007/2008 proponendo, in forma persino estremizzata, la cultura della “terza via” è stato, più che un errore, un suicidio».
Fa piacere leggere che, alfine, il diplomato al liceo classico Andrea D’Oria di Genova si è reso conto di essere stato uno dei maggiori responsabili dello stato in cui versa la sinistra socialdemocratica: forse, se queste dichiarazioni fossero state fatte anni fa, il panorama politico italiano non sarebbe così pervaso dal pensiero reazionario.
Bosio (Al), 12 aprile 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com